Crema - «Viene respinto dalle banche il 40% dei fidi alle imprese»

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Fidicom-Asvifidi-Antali è il confidi di Asvicom. La sua sede è a Crema, in via Olivetti 17, e i numeri ne fanno uno dei più importanti confidi del territorio: il numero delle imprese iscritte ammonta infatti a 2.235. I dati consuntivi dell’andamento dei finanziamenti, garantiti dalle banche nel 2012, fanno però rabbrividire: «Il 35% delle richieste è stato respinto dagli istituti di credito, nonostante la scrupolosa scrematura già effettuata dal confidi». Così il presidente di Fidicom, Umberto Pirelli, che lancia un appello a tutto il sistema bancario: «Tornate a erogare finanziamenti o le imprese soffocheranno. Gli imprenditori non ne possono più: la cinghia è già troppo stretta. Su 340 richieste di garanzia collettiva, esaminate dal nostro Cda per agevolare finanziamenti agli imprenditori per 16 milioni di euro, solo il 60% ha trovato soddisfazione dalle banche». Continua Pirelli: «Agli sportelli del nostro confidi arrivano spesso imprenditori mortificati dal sistema bancario, che pare essersi dimenticato della loro storia e delle capacità delle piccole imprese. Sono imprenditori arrabbiati, molto arrabbiati, che gridano vendetta al cielo. C’è una preoccupante tensione sociale che il confidi cerca di alleviare e, sebbene la nostra sede sia il luogo idoneo a cui rivolgersi per avere una mano - anche due -, la sensazione è che le banche vogliano prendersi il braccio o qualcosa in più che le aziende non possono dare. Senza credito, le aziende muoiono e pare che le 104mile chiusure del 2012 (Fonte Cerved Group) stiano passando inosservate: è inammissibile». «Sempre nel 2012» continua il presidente di Fidicom, «sono fallite 12mile imprese: il record negativo del decennio. Noi, come confidi, stiamo facendo il massimo per sostenere il tessuto economico: abbiamo rafforzato le garanzie che rilasciamo attraverso la controgaranzia del Mediocredito centrale; garantiamo anche il 100% del finanziamento, grazie al Fondo anti-racket e usura del ministero dell’Interno; accompagniamo gli imprenditori in percorsi formativi per la gestione finanziaria dell’impresa e assistiamo le imprese nella rivisitazione generale del rapporto bancario e nella richiesta di finanziamenti agevolati.

Tutto ciò, però, rischia di essere vanificato dagli istituti di credito, che oggi pare abbiano un’unica richiesta da rivolgere agli imprenditori: rientrate, rientrate, rientrate». Spiega ancora Pirelli: «Siamo arrivati al paradosso per cui i gestori delle piccole e medie imprese vengono valutati e premiati, anche con bonus economici, per far rientrare le aziende dagli affidamenti, anziché essere spronati per sostenere il tessuto produttivo. La restrizione del credito è generalizzata nei vari settori, ma il segnale più negativo si registra nel comparto dell’edilizia, segmento trainante dell’intero sistema economico». Quello di cui c’è bisogno, secondo il presidente di Fidicom, «è un accordo territoriale per il sostegno al credito, in cui potrebbero intervenire diversi attori del territorio: banche, confidi, Camera di commercio, Regione, Provincia, Comuni, associazioni di categoria e ordini professionali». Per oltre il 45% dei casi, nel corso del 2012 gli imprenditori si sono rivolti al confidi di Asvicom per far fronte alla carenza di liquidità corrente della propria impresa ma, se a questa motivazione si somma anche l’esigenza o l’imperativo dettato dalle banche di consolidare le esposizioni, la percentuale arriva al 67%. Di contro, sono risultate in calo nel 2012 le richieste di finanziamenti per l’acquisizione di beni strumentali/durevoli e per l’apertura di nuove attività, la cui somma percentuale si attesta al 33%. Per quanto riguarda il numero dei finanziamenti deliberati dalle banche, avvalendosi della garanzia collettiva del confidi, durante l’anno scorso sono stati accesi 156 rapporti presso il Banco Popolare, Seguono la Bcc Centro Padana con 49, la Banca di Piacenza con 46 e la Cariparma.

di Gionata Agisti

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