Tre italiani su quattro vogliono l'auto elettrica

+ 24
+ 22


Puntuale come l’autunno, con la fine dell’estate torna anche il problema delle polveri sottili nell’aria, la cui concentrazione è tornata a superare i limiti massimi consentiti dalla legge. Una piaga che interessa l’intero Paese, ma che nella Pianura Padana si fa particolarmente sentire, in parte per le caratteristiche geoclimatiche del territorio, in parte per la sua forte caratterizzazione industriale. Con una settimana di superamenti pressoché costanti dei limiti di polveri sottili consentiti nell'aria, ci si prepara con ogni probabilità ad andare incontro a nuovi periodi di circolazione urbana a targhe alterne, in assenza di misure più efficaci che possano costituire una soluzione definitiva al problema.

Nonostante la viabilità non sia l’unica causa, è qui che si concentrano maggiormente le attenzioni, con la messa in atto a livello sia locale sia nazionale di iniziative che lasciano in realtà ben poche alternative agli italiani che necessitano di spostarsi su quattro ruote. Non sembrano essere di particolare aiuto neppure gli incentivi statali previsti per il 2013 in favore dell'acquisto di vetture ecologiche: le associazioni di settore ne denunciano, infatti, la scarsa utilità. Come sottolineato dall'Unrae, a beneficiare del 90% di tali incentivi sarebbero le aziende private, mentre ai privati cittadini resterebbero le briciole. La ripartizione dei 50 milioni di euro stanziati per il 2013 parla chiaro: solo 15 milioni andranno ai veicoli che producono da 0 a 95 g/km di CO2 (auto elettriche e qualche ibrido e gpl), e ben il 70% di questa cifra è destinata alla sostituzione legata alla rottamazione di veicoli aziendali, veicoli “destinati all’uso di terzi” (taxi, autonoleggi) e veicoli di professionisti e artigiani che li utilizzano esclusivamente per la propria attività. Dunque solo il residuo 30% è destinato, senza vincolo di rottamazione, ai privati cittadini che vogliano acquistare un veicolo elettrico.

I restanti 35 milioni di euro sono destinati a incentivare l’acquisto di auto con emissioni fino a 120 g/km (ibridi, metano e gpl), ma saranno appannaggio esclusivo di aziende pubbliche e private, artigiani e professionisti (sempre a condizione di rottamare un veicolo immatricolato almeno10 anni prima della data di acquisto del nuovo). Un ulteriore fondo di 50 milioni di euro è infine destinato alla realizzazione di una rete nazionale di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, tassello fondamentale per la diffusione di questo tipo di alimentazione.

I passi avanti in favore della diffusione di veicoli a basso impatto ambientale, dunque, sono pochi e incerti, mentre i tentativi di misure più decise vengono messi in crisi dalle compagnie petrolifere: secondo Climate Progress, a fronte delle intenzioni di Obama di ridurre gli sgravi fiscali alle Big Oil e di aumentare gli incentivi per l'acquisto di auto elettriche, risulta inequivocabile lo schieramento delle compagnie petrolifere a favore del partito repubblicano, con donazioni pari a 2.16 milioni di dollari.

All'interno di tale scenario, è facile dedurre le ragioni per le quali le auto elettriche restano per lo più un prodotto d'èlite, caratterizzato da una scarsa diffusione, che difficilmente aumenterà a fronte della scarsità degli incentivi statali. Uno dei principali ostacoli alla loro diffusione è proprio il costo, tre volte più elevato rispetto a quello di analoghi veicoli a motore. A confermarlo, conti alla mano, è uno studio recente realizzato da SuperMoney, il portale per il confronto dei prezzi di assicurazioni auto, energia, mutui, telefonia. Eppure, a fronte di un eventuale abbattimenti dei costi, i vantaggi per i guidatori non risiederebbero solamente in consumi ridotti e minore inquinamento prodotto: i veicoli 'green' possono circolare liberamente e gratuitamente nella maggior parte delle Zone a traffico limitato e non subiscono lo stop nelle giornate ecologiche indette dai Comuni. Tre italiani su quattro, secondo una recente ricerca condotta da Interactive-Espansione, vorrebbero un’automobile elettrica, ma l’offerta attuale non soddisfa le esigenze dei potenziali clienti, anche per quanto riguarda le prestazioni: l'autonomia dovrebbe essere di almeno 250 km e la velocità massima di 130 km/h, mentre un'ora dovrebbe essere il tempo massimo per una piena ricarica. Tutti risultati che si presume possano essere raggiunti nei prossimi anni, posto che si voglia investire nella ricerca.

di Martina Pugno 

Segnala questo articolo su