Torna il caldo ma senza eccessi africani

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Sole e rialzo delle temperature torneranno nelle nostre regioni progressivamente da giovedì, dopo il vortice atlantico che per quasi una settimana ha interessato l’intero territorio nazionale: una “giostra depressionaria” che, oltre a eliminare l’afa, determinando un abbassamento termico di circa 10 °C, ha anche contribuito a tamponare il preoccupante deficit idrico creatosi in molte zone italiane, compresa la bassa cremonese. Ma se “Poppea” ha contribuito a ristabilire almeno un poco la salute del Po, con un rialzo idrometrico di circa 2 metri, poco ha potuto fare per un’agricoltura stremata dalla lunga siccità.
Per questo, la Coldiretti regionale ha chiesto lo stato di calamità naturale per l’agricoltura lombarda: "La siccità di luglio e agosto ha inciso in modo pesante sulle coltivazioni sia sul fronte delle quantità prodotte sia su quello della spesa per il carburante che serve alle pompe di irrigazione", spiega Ettore Prandini, presidente della Coldiretti Lombardia; "fra Brescia, Milano, Sondrio, Bergamo, Mantova, Pavia e Cremona ci sono danni stimati, fra mancati raccolti e maggiori costi, per una cifra complessiva di circa 200 milioni di euro". Anche a Cremona i dati sono preoccupanti: il mais e il girasole hanno subito cali fra il 25 e il 30 per cento, la soia dal 30 al 40 per cento, il pomodoro fra il 20 e il 25 per cento, mentre per prati e barbabietole si sono raggiunti picchi negativi del 40 per cento. Inoltre, la produzione di latte ha perso fra il 10 e il 15 per cento e negli allevamenti suini si è bloccata la crescita degli animali.
Da giovedì, la giostra depressionaria, dopo aver perso progressivamente potenza, venendo a mancare l’alimentazione nord atlantica, dovrebbe lasciare il passo ad un nuovo cuneo anticiclonico che incalza da ovest. «Ma niente paura - avverte Massimo Mazzoleni, del Centro Meteo Lombardo - perché anche se il nome “anticiclone” provoca un sobbalzo, pensando alle temperature dell’estate appena trascorsa, non di “africano” si tratterà, bensì del suo più mite collega delle Azzorre». Dunque, è atteso il caldo, ma senza eccessi. Dopo due mesi quasi tropicali, l’estate 2012 si appresta a chiudersi nel modo classico, con la cosiddetta “burrasca di fine estate” seguita da un’ultima fase di caldo più “gentile” che spesso caratterizza il mese di settembre. Si tratterà insomma della classica “estate settembrina”, che molto difficilmente e' caratterizzata da eccessi delle temperature. Un nuovo capitolo che, a tutto vantaggio di chi ha programmato le vacanze in questo periodo, dovrebbe durare almeno sino a metà della prossima settimana, quando un nuovo “pacchetto” d’aria fredda, stavolta probabilmente da nord est, potrebbe tornare a far visita alle nostre regioni settentrionali.

di Michele Scolari
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